Agenzia Hawzah News – Il Consiglio Supremo della Sicurezza Nazionale dell’Iran ha rilasciato una dichiarazione sull’accettazione delle condizioni di Teheran da parte di Washington.
Riportiamo di seguito il testo integrale della dichiarazione.
Col Nome di Dio, il Misericordioso, il Benevolo
Portiamo alla conoscenza della nobile, grande e gloriosa nazione iraniana
Il nemico, nella sua guerra sleale, illegale e criminale contro la nazione iraniana, ha subito una sconfitta innegabile, storica e schiacciante. Grazie al sangue puro e benedetto del leader martire della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah al-Uzma Imam Khamenei (che Iddio lo benedica), alle direttive del Leader Supremo della Rivoluzione Islamica e Comandante in Capo delle Forze Armate, l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei (che Iddio lo protegga), e agli sforzi e al coraggio dei combattenti dell’Islam sui fronti, e in particolare, alla storica, indelebile e gloriosa presenza della cara nazione sulla scena fin dai primi giorni dell’inizio della guerra, l’Iran ha ottenuto una grande vittoria e ha costretto gli Stati Uniti criminali ad accettare il suo piano in 10 punti. In esso, gli Stati Uniti si impegnano in modo fondamentale a garantire la non aggressione, il continuo controllo iraniano sullo Stretto di Hormuz, l’accettazione dell’arricchimento, la revoca di tutte le sanzioni primarie e secondarie, la cessazione di tutte le risoluzioni del Consiglio di Sicurezza e del Consiglio dei Governatori, il risarcimento dei danni all’Iran, il ritiro delle forze da combattimento americane dalla regione e la fine della guerra su tutti i fronti, inclusa quella contro la gloriosa resistenza islamica del Libano. Ci congratuliamo con tutto il popolo iraniano per questa vittoria e sottolineiamo che, fino alla finalizzazione dei dettagli di questa vittoria, è necessaria la perseveranza e la saggezza dei funzionari e il mantenimento dell’unità e della solidarietà del popolo iraniano.
L’Iran islamico, insieme ai coraggiosi combattenti della resistenza in Libano, Iraq, Yemen e Palestina occupata, negli ultimi 40 giorni ha inflitto colpi al nemico che la memoria storica dell’umanità non dimenticherà mai. L’Iran e l’asse della resistenza, in quanto rappresentanti dell’onore e dell’umanità di fronte ai più feroci nemici dell’uomo, dopo una battaglia storica, hanno impartito loro una lezione indimenticabile. Hanno distrutto le loro forze, capacità, infrastrutture e tutti i loro capitali politici, economici, tecnologici e militari a tal punto che il nemico ora è caduto in rovina e disperazione e non vede altra via se non la sottomissione alla volontà della grande nazione iraniana e dell’onorevole asse della resistenza. Dal primo giorno in cui i criminali nemici dell’Iran hanno iniziato questa guerra ingiusta, pensavano di riuscire a ottenere il pieno controllo militare dell’Iran in breve tempo e di sottomettere l’Iran creando instabilità politica e sociale. Credevano che il fuoco dei missili e dei droni dell’Iran si sarebbe rapidamente spento e non credevano che l’Iran potesse rispondere con tanta forza oltre i propri confini e su tutta la regione. Il malvagio sionismo mondiale aveva convinto l’ignorante presidente americano che questa guerra avrebbe posto fine all’Iran e che loro, eliminando quest’ultima roccaforte di umanità, avrebbero potuto commettere ogni crimine contro chiunque volessero. Sognavano di dividere l’amato Iran, saccheggiare il suo petrolio e le sue ricchezze, e infine lasciare gli iraniani immersi nel disordine, nell’instabilità e nell’insicurezza per molti anni.
I coraggiosi combattenti dell’Islam e i loro coraggiosi alleati nell’asse della resistenza, nonostante i loro cuori fossero feriti e a pezzi dalla martirizzazione del loro Imam, facendo affidamento sull’Onnipotente Dio e ispirandosi al Signore e Maestro dei Martiri, decisero di impartire una lezione storica a questi nemici una volta per tutte, vendicare tutti i precedenti crimini contro di loro e creare una situazione in cui il nemico rinunciasse per sempre all’idea di aggredire l’amato Iran, assaporando pienamente l’umiliazione e la sconfitta di fronte alla grande nazione iraniana.
Con questa strategia e basandosi sull’inedita unità politica e sociale creata nel paese, l’Iran e la Resistenza hanno iniziato una delle più pesanti battaglie combinate della storia contro gli Stati Uniti e il regime sionista, e in questo periodo hanno raggiunto tutti gli obiettivi che avevano progettato per questa battaglia. L’Iran e la Resistenza hanno quasi completamente distrutto il motore militare americano nella regione, hanno inflitto colpi devastanti e profondi a numerose infrastrutture e capacità che il nemico aveva creato e dispiegato nella regione nel corso degli anni per questa guerra contro l’Iran, hanno inflitto pesanti perdite all’esercito americano criminale su scala regionale, hanno inflitto colpi devastanti e schiaccianti alle forze, infrastrutture, capacità e beni del nemico all’interno dei territori occupati, e hanno reso la situazione così difficile su tutti i fronti che non solo gli obiettivi principali del nemico non sono stati raggiunti, ma il nemico, circa 10 giorni dopo l’inizio della guerra, si è reso conto di non avere alcuna possibilità di vincere questa guerra e, per questo motivo, attraverso vari canali e metodi, ha cercato di mettersi in contatto con l’Iran e chiedere un cessate il fuoco.
La nobile nazione iraniana deve sapere che, grazie agli sforzi dei suoi figli e alla loro storica presenza sulla scena, il nemico da oltre un mese supplica di fermare il pesante fuoco dell’Iran e della Resistenza. Tuttavia, le autorità del Paese, poiché fin dall’inizio era stato deciso che la guerra sarebbe continuata fino al raggiungimento degli obiettivi, inclusi il pentimento e la disperazione del nemico e la rimozione della minaccia a lungo termine per il Paese, hanno risposto negativamente a tutte queste richieste e la guerra è continuata fino ad oggi, il quarantesimo giorno. Inoltre, l’Iran ha finora respinto più volte gli ultimatum presentati dal Presidente degli Stati Uniti e continua a sottolineare di non attribuire alcuna importanza a nessun tipo di ultimatum da parte del nemico.
Ora annunciamo alla grande nazione iraniana che quasi tutti gli obiettivi della guerra sono stati raggiunti e i vostri coraggiosi figli hanno trascinato il nemico in una storica impotenza e una sconfitta indelebile. La decisione storica dell’Iran, che gode del sostegno unanime di tutta la nazione, è di continuare questa battaglia per tutto il tempo necessario, in modo che i suoi immensi risultati siano consolidati e i nuovi equilibri di sicurezza e le politiche nella regione, basate sull’accettazione della potenza e della sovranità dell’Iran e della resistenza, vengano a crearsi.
In quest’ottica, e in conformità con il provvedimento del Leader Supremo della Rivoluzione Islamica, l’Ayatollah Seyyed Mojtaba Khamenei (che Dio lo preservi) e l’approvazione del Consiglio Supremo della Sicurezza Nazionale, e tenendo conto della posizione di superiorità dell’Iran e della Resistenza sul campo di battaglia, dell’incapacità del nemico di imporre le proprie minacce nonostante tutte le pretese, e dell’accettazione ufficiale di tutte le legittime richieste del popolo iraniano, si è deciso di condurre negoziati a Islamabad per finalizzare i dettagli, in modo che entro un massimo di 15 giorni, con la finalizzazione dei dettagli della vittoria iraniana sul campo, questa venga consolidata anche nei negoziati politici.
A tal fine, l’Iran, respingendo tutti i piani presentati dal nemico, ha elaborato un piano in 10 punti e lo ha presentato alla parte americana attraverso il Pakistan, sottolineando punti fondamentali come il transito controllato attraverso lo Stretto di Hormuz in coordinamento con le forze armate iraniane, che conferisce all’Iran una posizione economica e geopolitica unica, la necessità di porre fine alla guerra contro tutte le componenti dell’asse della resistenza, il che significherebbe una sconfitta storica del regime infanticida sionista, il ritiro delle forze da combattimento americane da tutte le basi e i punti di schieramento nella regione, la creazione di un protocollo di transito sicuro nello Stretto di Hormuz in modo da garantire il dominio dell’Iran secondo il protocollo concordato, il pieno risarcimento dei danni subiti dall’Iran secondo le stime, la revoca di tutte le sanzioni primarie e secondarie e delle risoluzioni del Consiglio dei Governatori [dell’IAEA] e del Consiglio di Sicurezza, il rilascio di tutti i beni e le proprietà bloccate dell’Iran all’estero e, infine, l’approvazione di tutti questi punti in una risoluzione vincolante del Consiglio di Sicurezza. Va notato che l’approvazione di questa risoluzione trasformerà tutti questi accordi in legge internazionale vincolante e creerà un’importante vittoria diplomatica per il popolo iraniano.
Ora, l’Onorevole Primo Ministro del Pakistan ha informato l’Iran che la parte americana, nonostante tutte le minacce apparenti, ha accettato questi principi come base per i negoziati e si è sottomessa alla volontà del popolo iraniano. Sulla base di ciò, al più alto livello, è stato deciso che l’Iran condurrà negoziati con la parte americana a Islamabad per due settimane, basandosi esclusivamente su questi principi. Si sottolinea che ciò non significa la fine della guerra e l’Iran accetterà la fine della guerra solo quando, dato il riconoscimento dei principi iraniani nel piano in 10 punti, i dettagli saranno finalizzati nei negoziati.
Questi negoziati inizieranno venerdì 21 Farvardin 1405 (10 aprile 2026) con completa diffidenza nei confronti della parte americana a Islamabad, e l’Iran dedicherà due settimane a questi negoziati. Questo periodo può essere esteso di comune accordo tra le parti. È necessario che in questo periodo venga mantenuta la completa unità nazionale e che le celebrazioni della vittoria continuino con forza. I negoziati in corso sono negoziati nazionali e una continuazione del fronte, ed è necessario che tutto il popolo, le élite e i gruppi politici abbiano fiducia in questo processo, che è sotto la supervisione del Leader della Rivoluzione e dei più alti livelli dello Stato, e lo sostengano, ed evitino rigorosamente qualsiasi commento divisivo. Se la sottomissione del nemico sul campo si tradurrà in un risultato politico decisivo nei negoziati, celebreremo insieme questa immensa vittoria storica; altrimenti, sul campo, combatteremo fianco a fianco fino al raggiungimento di tutte le richieste del popolo iraniano. Le nostre mani sono sul grilletto e non appena il nemico commetterà il minimo errore, riceverà una risposta con piena forza.
Consiglio Supremo della Sicurezza Nazionale
19 Farvardin 1405 [8 aprile 2026]
A cura di Mostafa Milani Amin

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